MichaelL
Ciao a tutti,
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Recentemente mi è capitato tra le mani un grosso pacco ancora sigillato di Labaphot Multiscal II M 310 PE, e una prova sperimentale ha dimostrato che questa carta, che dovrebbe avere più di 20 anni, sembra essere ancora perfettamente utilizzabile. Sorprendentemente, però, il pacco non conteneva né foglietti illustrativi né altra documentazione d’uso, e finora ho cercato invano una scheda tecnica su Internet.
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Mi piacerebbe molto saperne di più su questa carta (ad es. consigli sull'uso di filtri di contrasto, lo sviluppo, ecc.). Se qualcuno in questo forum, tra gli appassionati di fotografia analogica più esperti e competenti, conosce ancora questa vecchia carta, sarei grato per qualsiasi informazione.
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Ah, sì... ovviamente avrei dovuto presentarmi prima: mi chiamo Michael, vivo a Copenaghen e da 40 anni coltivo la fotografia analogica come hobby.
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Cordiali saluti,
Michael
Wolf_XL
... non c'è molto da imparare: si tratta di una normalissima carta SW multicontrasto. Con il passare del tempo potrebbe al massimo essersi ammorbidita un po'. Per la scelta della gradazione usa semplicemente i tuoi filtri abituali e immergi la carta nel tuo sviluppatore standard. Dopo oltre vent'anni di conservazione, puoi comunque scordarti le indicazioni riportate in una scheda tecnica... "Prova ed errore" è la strada per raggiungere l'obiettivo...
jonny
Ciao Michael,
benvenuto nel forum. Secondo me Wolf ha centrato il punto. Si potrebbe aggiungere: esistono vecchie carte al barite (fino agli anni ’70) per le quali vale la pena sperimentare con le scorte residue, semplicemente perché oggi non esiste nulla di paragonabile in termini di tipo e qualità, e la conservabilità di queste carte era in parte eccezionale. Ritengo invece che dedicare tempo ed energie all'utilizzo di vecchie carte PE, soprattutto multigrade, di 20 o 30 anni fa sia un puro spreco, perché a parte la scarsa conservabilità delle carte PE (parola chiave: sviluppo immagazzinato), la qualità delle carte oggi disponibili è semplicemente di gran lunga superiore a quella che avevamo a disposizione negli anni '80!
MichaelL
Grazie mille a entrambi per le spiegazioni e gli ottimi consigli.
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Naturalmente ero preparato al fatto che la vecchia carta non fosse certo adatta a scopi "seri". Stranamente non avevo mai visto la carta Multiscal prima d'ora, e dopo aver constatato a prima vista che era evidentemente ancora in buono stato e produceva stampe prive di velature, mi sono semplicemente incuriosito un po'. Sulla confezione si leggeva, ad esempio, che la carta non doveva essere sviluppata con la consueta illuminazione da camera oscura (Ilford S 902), ma solo con luce rossa, e questo mi ha portato a pensare ingenuamente che forse fossero necessari anche filtri di contrasto speciali. Finora, infatti, ho lavorato pochissimo con carte VK e in realtà ho familiarità solo con le carte baritate tradizionali.
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Ma va bene, farò qualche prova con i miei filtri Ilford e vedrò cosa ne viene fuori. Dopotutto ora ho un grosso pacco di questa carta Labaphot, e sarebbe bello se riuscissi a trovarne un qualche impiego.
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A proposito, non posso che concordare sul fatto che valga davvero la pena lavorare e sperimentare con le vecchie carte baritate. Ho una grande quantità di carte Orwo diverse, con le quali si possono ancora oggi realizzare ottime stampe.
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Grazie per la cordiale accoglienza (e chiedo scusa se a volte commetto qualche errore grammaticale).
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Saluti, Michael
grommi
Caro Michael, con la carta multicontrasto non è raro che si debba utilizzare esclusivamente un'illuminazione rossa in camera oscura. In caso di dubbio, è utile eseguire un test di velatura. Per questo motivo mi sono costruito una luce LED arancione. È decisamente più piacevole di quella rossa e non provoca velature con le carte che ho utilizzato finora. Il vecchio verde scuro non va bene, perché la gradazione viene controllata dalla luce blu e verde.