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http://www.kittel.co.at/bassena/node/76
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Condivido il paragone fatto da Morte. Anche nella musica si osserva una tendenza simile: le produzioni diventano sempre più "perfette", ma di conseguenza anche più prive di carattere. Molti album leggendari degli anni '70 presentano, dal punto di vista odierno, diverse imperfezioni, ma sono diventati leggendari nonostante queste, o forse proprio grazie a esse. In questo contesto, sono sempre molto favorevole a una certa spontaneità.
Per quanto riguarda gli strumenti, la situazione è simile: alcuni sono leggendari proprio per le loro presunte debolezze e hanno un fascino tutto loro, fonte di ispirazione. Penso alla famosa TB-303 o al suono del C64, ancora oggi molto richiesto.
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Le immagini digitali iper-nitide con decine di megapixel sono fantastiche e sicuramente ottimali per alcuni scopi. Non di rado, però, preferisco lasciare a casa la mia Olympus Pen e andare a "caccia" con una Pouva Start o una fotocamera di plastica da 2,50 €. In questo modo riesco a scattare foto davvero degne di nota, anche se tecnicamente sono una schifezza totale. Ma che importa, dopotutto voglio divertirmi.
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Su un punto, però, vorrei contraddire l’articolo; ritengo che i sistemi di stabilizzazione dell’immagine siano un’invenzione assolutamente sensata, non solo per chi ha difficoltà di coordinazione motoria. Non sempre sono auspicabili tempi di posa brevi o l'uso di sensibilità elevate, ma un treppiede non è consentito o utilizzabile in tutti i casi (da parte mia lo considero un limite e ho un debole per la luce disponibile con obiettivi a focale fissa luminosi). Soprattutto con hardware più economico (non tutti possono permettersi fotocamere e obiettivi di alta qualità), questa tecnologia mi ha già salvato molte foto.