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...non solo nei paesi del sud; anche da noi una volta era disponibile un tipo di pellicola di cui non ricordo il nome, ma veniva venduta contemporaneamente come pellicola per diapositive e come pellicola negativa, quindi dal laboratorio si riceveva una pellicola con sia i negativi che le "immagini a colori". La pellicola non ebbe molto successo, perché i colori erano un po' strani e perché bisognava spedirla negli Stati Uniti in laboratorio, dato che era basata su materiale cinematografico (materiale di copia) e lo sviluppo, a causa di questa emulsione che rovinava le immagini, poteva essere effettuato solo nei laboratori cinematografici.
Ma l'idea di diapositive e negativi era fantastica...
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Per quanto ne so, si trattava dell'Eastman 5247. Nel 1981 ho usato una volta una pellicola del genere. Per quanto riguarda la resa dei colori, però, come descritto sopra, il materiale era inferiore alle pellicole negative a colori in commercio. Per questo motivo mi sono limitato a un acquisto di curiosità – come probabilmente anche la maggior parte degli altri utenti. La durata di archiviazione è però impeccabile – recentemente ho digitalizzato alcuni negativi che ormai hanno 32 anni. I risultati erano migliori degli ingrandimenti di allora.
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In seguito mi sono dedicato alla produzione di diapositive a colori (anche se a partire dai normali negativi Kodacolor). A tal fine esisteva una pellicola positiva Kodak (disponibile anche in cartuccia per 35 mm) che veniva sviluppata con il processo C-41. Non si sa quanti gestori di minilab abbiano dovuto sottoporsi a cure psichiatriche perché dal processo negativo usciva improvvisamente una "diapositiva". I risultati erano comunque eccellenti, con una buona densità massima e una resa cromatica che ricordava il cinema. Si ottenevano diapositive, ma si avevano le stesse possibilità di correzione del colore e della densità delle immagini su carta. Ho determinato il filtraggio e l'esposizione con l'analizzatore. Il procedimento era un po’ laborioso, in quanto bisognava prima testare la sensibilità e il bilanciamento del colore; tuttavia, finché ci si atteneva a un unico lotto, i risultati erano anche costanti. Probabilmente il materiale positivo non esiste più; ma sicuramente la pellicola cinematografica da 35 mm, che serve per la produzione di copie per il cinema, potrebbe essere riutilizzata per questo scopo. Forse un campo di sperimentazione per i fornitori di CineStill?
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Non sono in grado di valutare se attualmente esista un mercato per questo. Forse le pellicole da copia – a differenza dei materiali di ripresa – non hanno affatto uno strato protettivo fastidioso e potrebbero essere facilmente riavvolte. A quanto pare anche Agfa a Morsel continua a offrire materiale per copie; secondo la scheda tecnica del 2011 (
http://www.agfa.com/sp/global/en/binaries/CP30%20technical%20datasheet_Oct%2011_tcm611-36871.pdf
) comunque senza strato protettivo anti-aloni sul retro (".... no carbon black antihalation backing layer to be removed..."). Chi riesce a procurarsi qualche metro di materiale potrebbe, nel proprio laboratorio fai-da-te, montare la pellicola su cartucce per 35 mm e provare se è compatibile con il C-41, proprio come la Kodak Vision3 500T / CineStill? pretrattata.
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Saluti
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tepe