Morte
Ciao a tutti,
presto mi metterò all’opera per realizzare, per la prima volta, dei provini a contatto dei miei negativi. Finora l’ho fatto in digitale, ma non ne sono più soddisfatto. La procedura generale mi è chiara. Due domande rimangono ancora senza risposta:
- In una delle numerose descrizioni della procedura si parlava di inserire il piano negativo vuoto nell'ingranditore e poi "mettere a fuoco" l'area illuminata in base ai bordi. -> È davvero necessario e utile? Mette a fuoco l'obiettivo per questa distanza fa differenza nella qualità della luce?
- È importante utilizzare per i provini a contatto la stessa carta fotografica che si userà per i successivi ingrandimenti? A favore di questa scelta c'è il fatto che si avrebbe lo stesso comportamento di contrasto tra provini a contatto e ingrandimenti, il che è utile per valutare la gradazione da utilizzare (tramite filtri). Contro di questa scelta c'è il fatto che, ad esempio, la carta baritata, che io uso, è molto più costosa della carta PE economica.
Di solito utilizzo la carta Fomabrom, per i provini a contatto potrei pensare ad esempio all'ADOX Easy Print RC. O è meglio restare fedele alla Foma?
Grazie mille per i vostri consigli
Morte
TiMo
Ciao Morte,
Non metto a fuoco la fonte luminosa, ma la diffondo su un'area ben più ampia rispetto al foglio. Utilizzo sempre la stessa altezza e, per ogni tipo di pellicola, sempre la stessa esposizione (IR820 sempre 8 s a f/16, Silvermax sempre 10 s a f/16, sempre filtro 2,5 ecc.), per individuare eventuali discrepanze. Lascio sempre le impostazioni uguali. Impostazioni come segue e poi annoto i valori di distanza. Metto a fuoco il bordo e da questa posizione correggo leggermente l'obiettivo verso il basso.
Non uso lo stesso tipo di carta delle stampe, ma la conveniente ADOX Easy Print. Altrimenti mi verrebbe troppo costoso e non vedo un grande vantaggio nell'usare la stessa carta delle stampe.
Saluti
piu58
> "Messa a fuoco" in base ai bordi. -> È davvero necessario?
Sì. In questo modo l'illuminazione risulta uniforme.
> È importante utilizzare la stessa carta fotografica per le stampe a contatto
Non è indispensabile e non sempre possibile. Non userei la carta baritata per le stampe: gli svantaggi (prezzo, consumo d'acqua) non vengono compensati da nulla.
Se, ad esempio, le stampe di lavoro vengono realizzate su PE e quelle di qualità su baritica, si ha comunque a che fare con due tipi di carta. La carta sovrapposta con un leggero velo sui bordi può essere solitamente ancora lavorata per ottenere provini a contatto. Come passare da un tipo di carta all'altro senza dover ripetere l'orgia di strisce di prova, lo mostrerò in ottobre al fineartforum di Paderborn.
L'importante è utilizzare carta morbida, non oltre il grado di gradazione 2.
Morte
Grazie per le vostre risposte!