Bonderer
[size=4]Ciao[/size]
[size=4]Ho notato che, nelle vecchie pellicole in rullo da 120, la stampa sulla carta protettiva reagisce con l’emulsione. Dopo lo sviluppo, la stampa risulta visibile nel negativo in misura più o meno marcata. Finora, però, mi è successo solo con l’Ilford FP 4, non con nessun’altra pellicola, ma con l’FP 4 il fenomeno era molto evidente. Chiunque voglia o debba scattare foto importanti dovrebbe quindi valutare attentamente l'utilizzo di questa pellicola. Tutte le altre pellicole in rullo da 120 che utilizzo erano prive di questo difetto, nemmeno le Kodak chiaramente sovraesposte lo presentavano. Tuttavia, utilizzo solo Kodak e Ilford, quindi non posso esprimermi sulle altre pellicole, ma chiunque abbia riscontrato questo problema con altre pellicole dovrebbe avvertire gli altri. [/size]
[size=4]By By[/size]
piu58
Il lato della pellicola è nero, quindi non può verificarsi alcuna reazione chimica. È la luce che penetra gradualmente dai bordi del rullino.
Wolfgg
Uwe: probabilmente si riferisce al contatto tra il lato dello strato e il retro della carta quando la pellicola è arrotolata.
Analoger: le vecchie pellicole erano davvero ancora nella loro confezione originale ermetica? Potrebbe trattarsi di un danno causato da un lungo periodo di conservazione in condizioni di elevata umidità o addirittura di condensa.
Saluti, Wolfgang
MiJa
tachauch,
anche a me è capitato un "incidente" simile anni fa, però con una AGFA-Pan 25 – che riposi in pace – : la pellicola (in fase di esposizione) era stata messa temporaneamente in frigo e, ovviamente, dimenticata. Dopo 2 mesi l'ho comunque sviluppato e, guarda un po', i numeri delle immagini della carta erano impressi su tutta la pellicola! Secondo il nostro fotografo aziendale, i raggi X attivi nel frigorifero avevano fatto il loro lavoro. L'ho accettato così com'era e ho buttato via la pellicola... A quanto pare, le pellicole non esposte si conservano quasi per sempre se congelate...
Saluti
Michael
Wolfgg
Ciao Michael,
Raggi X? Dove si potrebbe trovare nel frigorifero la tensione di accelerazione necessaria, compresa tra 25 kV e 150 kV? Ma si potrebbe pensare alle radiazioni radioattive, ad esempio ai finferli al cesio "made in Chernobyl" provenienti dai Paesi Baltici o da più a sud. Giusto per ricordarlo: alcune specie di selvaggina della Foresta Bavarese sono ancora oggi immangiabili a causa della contaminazione da cesio.
Saluti, Wolfgang
MiJa
Ciao Wolfgang,
ah ah, molto bene, ma come ho già scritto giustamente: «...l'ho semplicemente accettato così com'era...». Non mi interessa sapere come i raggi X o altri tipi di radiazioni entrino nel mio frigorifero o come possano, per favore, beneficiare delle tensioni di accelerazione (visto che la porta è sempre ben chiusa!); mi basta sapere che le pellicole sottoposte a esposizione non vanno conservate, ma sviluppate subito.
Saluti
Michael
Bonderer
[size=4]Ciao[/size]
[size=4]Ho conservato le pellicole in modo normale, in un luogo asciutto e al buio, ma mai in frigorifero. [/size]
[size=4]Immagino si sia verificata una reazione chimica, per qualche motivo. A ben vedere, quando la pellicola è arrotolata, il lato sensibile si trova sul lato esterno stampato della carta protettiva, dove sono stampati i numeri e i segni. Posso escludere l'esposizione alla luce, poiché le pellicole sono rimaste nella confezione originale fino al momento dell'inserimento nella fotocamera e, dopo l'esposizione, sono state riposte nelle scatole per pellicole in rullo ADOX. L'intera stampa della carta protettiva copriva l'intera lunghezza della pellicola. In realtà è anche inutile riflettere su quale sia la causa. L'importante è solo che ad altri non capiti la stessa cosa che è successa a me, ovvero andare in giro per un'intera giornata per scattare delle belle foto e poi, dopo lo sviluppo della pellicola, buttarle nella spazzatura perché la stampa della carta protettiva era visibile ovunque sul negativo.[/size]
[size=4]Saluti [/size]
TiMo
[size=4]In realtà è anche inutile chiedersi quale sia la causa. L'importante è solo che agli altri non capiti la stessa cosa che è successa a me, ovvero andare in giro per un'intera giornata per scattare delle belle foto e poi, una volta sviluppata la pellicola, buttarle via perché sul negativo era visibile ovunque l'impronta della carta protettiva.[/size]
Per evitare che ad altri capiti la stessa cosa, sarebbe importante scoprire la causa.
MirkoBoeddecker
Per evitare che la stessa cosa accada ad altri, sarebbe proprio importante individuarne la causa.
Sono d'accordo.
Trovo fantastica l'idea dei raggi X provenienti dai finferli, ma non ci credo molto.
Si può escludere che la pellicola fosse avvolta in modo non ben saldo e l'effetto è davvero forte nella foto 1 quanto nella foto 12?
Cordiali saluti,
Mirko